Posted on 09-10-2008
Filed Under (Community, Galleries of Bardi, Jam with Robina) by Delucia

Each Summer the Welsh (and English and American) -Italians take time out of their busy schedules and return to Bardi. With more bars per square inch than San Antonio, Ibiza, festas like Festa del Imigrante or bands like Jam with Robina playing, there is always something to do.

Here are some pictures of Bardi and the surrounding villages taken by Delucia Sidoli during her Summer there.

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Posted on 06-07-2008
Filed Under (Jam with Robina, Past Events) by Delucia

Jam with Robina - Bar Centrale - 11 August 200

Jam with Robina do Bardi (again)

It is that time of year when half of the South Wales valleys empty and head for the sleepy village of Bardi (which is fast becoming the “Monte Carlo” of Italy).

With that in mind Jam with Robina are proud to announce the details of their annual motherland concert!

Date: 11th August 2008
Venue: Bar Centrale, Bardi
Time: 8pm – 8am

They will be playing a collection of their old hits as well as some brand new material and, in true JwR at Centrale style, also the customary collection of sing-along / dance-along covers for a full night of entertainment.

If the past few Centrale performaces are anything to go by this will be a night to remember and is without doubt an event not to be missed. Everyone is welcome, spread the word, be there or be square! Check out past JwR gigs at Centrale’s website: www.caffecentralebardi.it.

As a final note JwR would like to add the following:

When it comes to footwear there is only one thing you should be wearing this summer – Hot Rods baby! With “I Am The Man” containing the immortal line of “Hot Rods on, I am the man”, we fully expect to see each and every person strutting around in their finest Rods, with a prize for the person who makes the best effort. This is YOUR chance to show what you’re packin’ in the boot department so get ‘em on!

This is going to fully rump!

Cheers,

Mark and Ro
Jam With RoBina

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Feature in Gazzetta di Parma

EREDITA’ PRESENZA CHE DURA DA PIU’ DI UN SECOLO

Fu qui che i valcenesi aprirono i «cafes» per ristorare i lavoratori delle miniere

Luca Dombrè

II «Grazie a Dio per gli italiani! Il Galles non sarebbe lo stesso senza di loro». Così parlò Dylan Thomas, il sommo poeta gallese che come nessuno ha saputo comunicare la ruvida e malinconica dolcezza della propria terra.

Uno spicchio di Gran Bretagna pregno di un’identità e una storia spesso ingiustamente misconosciu e, ma il cui fascino ed importanza custodiscono vicende degne di nota. Come, appunto, quella degli italiani emigrati a partire dall’ultimo decennio dell’ 800 nel sud del Galles (che si estende su una superficie di poco inferiore a quella dell’Emilia Romagna) a portare caffè, dolciumi e gelati che addolcissero l’aspra quotidianità delle miniere di ferro e carbone.

Una realtà che si svela ancora più interessante scorrendo i cognomi presenti in questa comunità, tra cui Rabaiotti, Sidoli, Gambarini e Fulgoni, alquanto familiari all’orecchio parmigiano. Questo proprio perché la grande maggioranza di essi proviene originariamente dalla Valceno, in special modo da Bardi e le sue frazioni. Fra questi, i pionieri che introdussero la cultura degli «italian cafes» nei villaggi delle «valleys» del bacino carbonifero furono i cugini Bracchi (passati prima da Londra), nome che venne ad indicare per antonomasia gli esponenti della comunità italiana. Con il loro passionale approccio alla vita e i suoi sacrifici, i «bracchis» si feceo immediatamente ben volere dai gallesi, a cui li assimilava non solo la musicalità dell’accento, ma soprattutto la predisposizione al duro lavoro, la devozione alla famiglia e la loro tipica cordialità, tutte componenti essenziali dell’ultracentenaria presenza bardigiana nell’antica nazione celtica.

In questo senso, la testimonianza di Romeo Basini (presidente del club Amici Valceno Galles, punto di riferimento della comunità) e Aldo Bacchetta (storico dell’eredità italo-gallese e per decenni gestore del «Bacchetta’s Cafè» aperto da suo padre nel 1932 a Porth) è preziosissima e densa di racconti e notizie. Come, ad esempio, l’indicazione che ogni singola miniera (più di una sessantina) era servita da un «coffee shop» italiano a fungere da punto di ristoro per i lavoratori, elemento rivelatore del profondo radicamento degli immigrati nel locale tessuto sociale.

E, guidando attraverso i «villages», balza subito all’occhio come tale presenza non si sia affatto assopita – sebbene l’ultimo sito estrattivo abbia chiuso i battenti proprio poche settimane fa, ma anzi resti ben visibile nelle numerose insegne riportanti cognomi italiani.

Nelle vallate dove il Galles parla bardigiano
Galles: Il carretto dei gelati dei Bracchi in una foto del 1912.

Nelle vallate dove il Galles parla bardigiano
Qui sopra, Aldo Bacchetta con il fratello Renato.

Di questi caffè, Romeo spiega che alcuni non sono più gestiti dai loro fondatori e sono stati rilevati da immigrati di altra provenienza. Eppure il nome dei negozi non viene cambiato esattamente perché parte rassicurante ed imprescindibile del contesto, tanto che si conserva a dispetto della causa che lo aveva originato: servire i lavoratori del principale serbatoio energetico dell’impero britannico.

Mentre le miniere sono oggi archeologia industriale, i «cafes» restano infatti un’istituzione sempreverde. Questa importanza trova un corrispettivo anche a St.Fagans, il museo della civiltà gallese, dove all’ingresso i visitatori sono accolti da un moderno coffee shop chiamato «Bardi».

Di antico e caratteristico non vi è in realtà nulla, però i ritratti di Aldo ed altri «bracchis» dietro ai banconi dei loro negozi, tra caramelle e splendide macchine antiche da caffè, stanno lì a testimoniare, assieme al nome del locale, il prestigio garantito dall’eredità italiana.

Ma la storia dei bardigiani gallesi non è solo nostalgia da cartolina. Per rendersene conto, basta andare in un pub del centro di Cardiff, ad esempio alla fine dell’incontro di rugby tra Galles e Italia. Qui sono almeno una ventina gli affabili ragazzi che vestono il rosso del dragone, ma portano inevitabilmente nel cuore anche l’azzurro della nostra nazionale. Tra loro, Mark Tambini e Romano Marenghi sono una coppia speciale, perché formano l’interessante duo musicale «Jam with Robina» (www.myspace.com/jamwithrobina).

Hanno da poco pubblicato il loro primo album e suoneranno a Bardi attorno alla metà di agosto. Un consueto ritorno, come ogni estate, alla terra d’origine delle loro famiglie, ma anche un omaggio artistico ad essa per ribadire come l’identità dei «welsh-italians» non sia affatto divisa, bensì incarni un patrimonio davvero unico e profondaGalles mente sentito.

Download PDF version of article – Download PDF version of article – Un’identità davvero speciale

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This years annual Maes Manor dinner and dance was a great success. This might have had something to do with the fact that the fantastic Jam with RoBina were performing!

Jam with Robina performing at Bar Centrale, Bardi, Italy.


Jam with RoBina a.k.a. Mark Tambini and Romano Marenghi performed live on the night and copies of their self produced debut album Visions of a Runic were available to those who wanted to help support them!

Jam with Robina - Visions of a Runic Album


Visit Jam with RoBina’s MySpace page at: www.myspace.com/jamwithrobina or on Facebook at www.facebook.com/pages/Jam-with-RoBina/8731118090. Read more about them at the BBC Wales Music site.

The Pictures

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Rock and Pop Fancy Dress Party

The annual fancy dress party was another great success! This years theme: 80′s ROCK AND POP LEGENDS was adopted by all. Live Music was provided by Jam With RoBina and The Rock Pirates. Dressing up was compulsory.

Tickets were available from Louise Tambini, Paul Tambini, Mark Tambini, Simon Servini, Christian Servini, Romano Marenghi and Gerard Opel.

Thanks to all who came and roll on next year!


The Pictures

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